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D. 02/12/2005 n. 14515. Il numero delle vasche di decantazione di prima pioggia dovrà essere quello strettamente necessario in relazione alla morfologia dei luoghi ed alle caratteristiche della strada. 16. Si prescrive di completare lo studio della qualità dell'acqua ante operam e di valutare la qualità dell'acqua post operam. 17. Le acque reflue nere e bianche dei servizi igienici dei cantieri principali dovranno essere recapitate ad appositi depuratori, dimensionati in maniera adeguata, prima di essere restituite all'ambiente circostante. Per le postazioni di lavoro avanzate dovrà essere previsto l'impiego di servizi a fossa chimica. 18. Vengano date indicazioni maggiori sull'ubicazione dei cantieri secondari. 19. Nella fase di progettazione definitiva dovranno essere indicate le tipologie dei rifiuti e il loro eventuale smaltimento. 20. Dovranno essere valutati i dati relativi al benzene anche in fase di cantiere; in particolare per il benzene dovrà essere effettuata l'analisi ante operam e la valutazione post opera. Siano prodotte le prescritte verifiche (articoli 8/5 delle NTA di PTC) che valutino attentamente e puntualmente gli impatti prodotti dalle opere al fine di individuare le tipologie di intervento da attuare a compensazione, non solo di mitigazione con particolare riferimento. 21. Restauro paesaggistico del territorio, a bilanciamento del danno che sotto questo profilo l'opera arrecherà comunque ad un territorio con forte sedimentazione storica. 22. Gli interventi compensativi e mitigativi siano progettati con l'utilizzo appropriato di fasce di ambientazione (in particolare nelle aree di sfrido) ad incremento delle dotazioni ecologiche del territorio, di fasce boscate per mantenere e potenziare la continuità dei corridoi ecologici (in corrispondenza dei corsi d'acqua), con la creazione di coni visivi in corrispondenza di beni di valore storico, architettonico e paesistico. 23. In fase di progettazione definitiva dovranno essere presentati all'ufficio del genio civile della provincia di Macerata i progetti di tutti gli attraversamenti compreso quello sui fossi minori, completi di tutti gli elaborati grafici e della verifica idraulica con tempi di ritorno centennali. Dovrà essere evitata, per quanto possibile, l'ubicazione di pile e spalle di ponti e viadotti all'interno dell'alveo. In caso contrario il progetto dovrà essere corredato dallo studio di cui al punto 2.4 del decreto del Ministero dei lavori pubblici 4 maggio 1990, che dimostri che le soluzioni previste non comportino l'instaurarsi di fenomeni erosivi del fondo o delle sponde. 24. Si prescrive lo studio e il corretto dimensionamento del riammagliamento dei tratti dell'attuale SS 78 che, non più interessati dall'asse del progetto definitivo, verranno dismessi o declassati. Prescrizioni da assolvere in fase di esecuzione dei lavori. 25. Dovranno essere effettuate indagini archeologiche preventive in occasione degli interventi sul sottosuolo nelle aree individuate dalle preliminari prospezioni geofisiche. Tali operazioni saranno a carico del soggetto aggiudicatore e verranno svolte sotto la direzione della Soprintendenza per i beni archeologici competente. 26. Prima della cantierizzazione indicare le aree di stoccaggio di materiali ritenuti pericolosi (oli lubrificanti, carburanti etc.), e le soluzioni di contenimento, controllo ed eliminazione. 27. Le acque di galleria devono essere trattate come le acque di cantiere (prevista l'istallazione di idonei impianti di trattamento) compresa la galleria di Passo Sant'Angelo. 28. Effettuare, per quanto attiene i materiali di risulta e le aree di cantiere un monitoraggio ante operam e post operam per verificare il ripristino dello stato dei luoghi. 29. Dovranno essere acquisite le relative autorizzazioni prima di effettuare le attività previste, questo anche per i materiali di stoccaggio. 30. Anche in fase di cantiere dovranno essere previste norme di mitigazione di eventuali impatti e un attento monitoraggio sul PM10 e sul benzene. Raccomandazioni al progetto definitivo. a) Nei tratti in cui la strada prosegue con andamento piuttosto pianeggiante, si dovranno curare in particolare gli svincoli a raso di raccordo con le strade e i centri abitati esistenti. b) Dovranno essere ridotti al minimo rilevati, trincee e opere d'arte in vista, adattando quanto più possibile il tracciato all'attuale piano di campagna e minimizzando gli impatti visivi con idonee opere di mitigazione. c) Dovrà essere data soluzione ai problemi di interferenza con le infrastrutture e i servizi a rete presenti sul territorio o in progetto. d) La progettazione dovrà essere coerente con gli indirizzi e le previsioni del PTC della provincia di Macerata, limitatamente agli interventi di inserimento ambientale e paesaggistico. e) Il nuovo tracciato dovrà essere allontanato, ove possibile, per una distanza maggiore di m 50 dai fabbricati rurali di interesse storico-culturale censiti dal PRG specificamente identificati. f) Studiare la miglior ubicazione, ove fattibile, di una rotatoria a sud del comune di Ripe San Ginesio. g) Prevedere la sistemazione dell'incrocio a Passo Loro allargandolo e creando le adeguate corsie di accelerazione e decelerazione. h) Prevedere, ove necessario, una sistemazione delle strade di innesto (provinciale San Valentino presso rotatoria Giustozzi, provinciale Loro-Macina presso Loro Piceno) per una lunghezza adeguata e significativa ai fini dell'aumento del traffico veicolare. i) Valutare la possibilità di definire i cinque interventi richiesti dal comune di Sarnano (Variante in loc. Gabella Nuova per bypass del centro abitato sino alla zona artigianale di Callarella-Gabella Nuova; Variante di rettifica in loc. Callarella (incrocio s.p. Borghetti-Vecciola); Variante di rettifica in loc. Campanotico (incrocio s.c. di Campanotico antistante il ristorante «La Marchigiana »); Variante di rettifica in loc. Pianello (curva in prossimità della casa Solvetti); messa in sicurezza sino alla zona artigianale di Morelli (km 33,0). Non essendo compresi tali interventi nel progetto presentato la definizione consentirà la valutazione economica del costo degli interventi. j) Siano prodotte le necessarie verifiche in rapporto alle relazioni con i flussi interessanti la rete viaria locale individuando gli interventi compensativi sugli impatti che in particolare siano volti a potenziare la viabilità di adduzione ai poli produttivi, i parcheggi, ecc., sia valutata la criticità acustica, atmosferica, termica ed illuminotecnica allo scopo di individuare le idonee misure di mitigazione quali preferibilmente superfici verdi biomassa, uso di terrapieni, dune o terre armate rinverdite, schemi acustici trasparenti, ecc. SS 3 VIA FLAMINIA Tratto Pontecentesimo-Foligno Progetto definitivo Prescrizioni da assolvere col progetto esecutivo. 1. Vengano adottate, in fase di progettazione esecutiva e di realizzazione, le misure «mitigazione-compensazione» riportate nello studio di impatto ambientale alla pagina 76 e seguenti, per tutte le opere previste in aree sottoposte alla tutela paesaggistica e, ove possibile, per tutte quelle che ricadono, o interessano, aree che, sebbene non sottoposte alla tutela ai sensi della parte terza del decreto legislativo n. 42/2004, conservano elementi del paesaggio agricolo tradizionale. 2. Vengano salvaguardati, ove possibile, gli alberi presenti lungo il tracciato, fra i quali si segnalano, in particolare, gli esemplari secolari di roverella presenti nell'ambito indicato come VEG 1 (cfr. pagina 73 e seguenti dello studio di impatto ambientale), VEG 2 e VEG 5 nonchè i due cipressi presenti nell'ambito VEG 2. 3. Venga rivisitata, nell'ambito indicato come VEG 9, la progettazione esecutiva delle opere, al fine di garantire la conservazione, ove possibile, della vegetazione storica esistente. 4. Venga inoltrato, per l'approvazione e la verifica in ordine al rispetto delle prescrizioni sopra riportate, alle Soprintendenze competenti (Soprintendenza per i beni archeologici dell'Umbria e Soprintendenza per i beni architettonici e il paesaggio, per il patrimonio storico, artistico e demoetnoantropologico dell'Umbria) lo stralcio esauriente del progetto esecutivo dell'intervento. 5. Venga adottata nella redazione del progetto esecutivo, la variante presentata in Conferenza di servizi dello svincolo Profiamma nord-Scanzano. 6. Il calcolo della portata di progetto duecentennale eseguito con il Metodo cinematico dovrà essere confrontato con i risultati ottenuti utilizzando le metodologie indicate dall'Autorità di bacino del fiume Tevere ed allegate alle norme di attuazione del P.A.I. - Piano di assetto idrogeologico. Tali metodologie («Procedura per la definizione delle fasce fluviali e delle zone di rischio» e «Procedura per la definizione dell'idrogramma di progetto della piena di riferimento») potranno essere consultate e scaricate al seguente link: http://www.abtevere.it/attivita/piani adottati/pai/allegati norme. htm. Nel dimensionamento delle opere dovrà essere utilizzato il risultato più cautelativo. 7. In riferimento ai livelli di piena ottenuti con la verifica di cui alla prescrizione precedente, al fine della tutela della pubblica incolumità e di evitare possibili allagamenti del sottovia in progetto, dovrà essere verificata la quota del piano stradale della rotatoria e della viabilità accessoria di progetto all'altezza del sottovia alla progressiva km 155+112 rispetto al possibile rischio di esondazione. La quota del piano stradale dovrà essere superiore a quella del massimo livello di piena prevedibile con tempo di ritorno duecentennale del fiume Topino in quel tratto più un adeguato franco idraulico che dovrà essere stabilito dall'autorità idraulica territoriale competente. La verifica sarà sottoposta alla valutazione della provincia di Perugia. 8. Se del caso, il piede della rotatoria dovrà essere progettato tenendo in debito conto della eventuale azione destabilizzante delle acque di piena. 9. Se le caratteristiche costruttive del progetto rendessero incompatibili le quote di sicurezza determinate a seguito della prescrizione n. 7 con la funzionalità del tracciato stradale nel tratto in questione, dovrà essere prevista una idonea segnalazione che avvisi gli utenti del possibile pericolo di allagamento del sottovia e della viabilità accessoria e predisposto un sistema di allarme relazionato ai vari livelli di attenzione del fiume Topino che preveda il blocco all'accesso nella zona a rischio ed al contempo un piano di rapido sgombero dell'area soggetta al rischio di allagamento. La progettazione della segnalazione sarà sottoposta all'autorizzazione della provincia di Perugia. 10. Per quanto concerne gli attraversamenti sul reticolo minore in genere e con particolare riferimento all'attraversamento del Fosso delle Monache, di cui si prevede anche la riprofilatura di parte dell'alveo, si prescrive che gli stessi siano realizzati in maniera tale da consentire agli organi competenti una agevole manutenzione ordinaria e straordinaria dei corsi d'acqua. 11. Sottoporre al benestare tecnico di RFI il progetto esecutivo, completo dei particolari costruttivi del manufatto e delle opere provvisorie per il sostegno del binario. 12. Disciplinare con apposita convenzione tra il soggetto attuatore, gli enti locali e RFI S.p.a., sia la manutenzione del sottovia circa al km 172+570 che la eventuale soppressione del PL al km 173+006. 13. Risolvere in maniera opportuna, relativamente alle reti della Valle Umbra S.p.a., in fase di progettazione esecutiva e/o costruttiva tutte le interferenze indicate dal punto P1 al punto P11. 14. Definire, relativamente ai canali del Consorzio di bonificazione Umbra, nel progetto esecutivo tutti gli interventi da effettuare per intubare il canale, con sezioni di dimensioni opportune, così come da tipologici di definitivo ovvero, avendolo opportunamente concordato con il Consorzio, eventuali interventi di spostamento del canale. In ogni caso non sarà permesso lo scarico di acque di piattaforma nel canale irriguo. 15. |
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